
Rosaria Iazzetta nata il 22/04/1977 a Mugnano di Napoli
Anche il fatto di essere nata in una provincia nord napoletana, l'ha portata fin da giovane, a considerare che il punto di centralita' e' l' individuo non i luoghi e le cose. Le sue opere in ferro nascono dall'esigenza, di "tagliare" i legami costruiti e solidificati con le dipendenze elettriche ed elettroniche. Con gli spigoli e le curve aspre,pretende di entrare nella mente di chi non vede altro che prodotti stereotipati dal sistema.Con violenti tagli di linee,vuole riportarci alla diversita' di pensiero in cui i nostri desideri si scindono dai desideri comuni, creati dal sistema per un nuovo sistema. Con contorsioni e movimenti irregolari, il suo ferro "grida" le sofferenze,intuite dagli umani, ma poco sostenute da loro stessi, per la paura di isolarsi dal collettivo schiavo di se stesso. La Foto poi, altro mezzo espressivo usato dall'artista, estremizza e con immediatezza, rende visibile l'invisibile emozione, che se nella scultura in ferro con violenza fuoriesce, con la foto, si ammorbidisce agli occhi di chi vede senza perdere il vigore e l'obbiettivo di risvegliare l'assuefazione covata dentro. E cosi che dalle mostre personali alla Soh Gallery di Tokyo, alle collettive al Setsuro Art Museum di Nagano, al Premio Razzano di Benevento, allo Spread in Prato 2004, alla galleria B&D di Milano, e alla Biennale dei giovani artisti di Napoli, l'artista continua con determinazione a scoprire la verita', perche sa' per certo che la sua arte deve soccorrere alla drammaticita' contemporanea, e non accontentarsi della sola estetica.
alcune opere





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